ELECTROPHILIA

Sonorizzazione del film Das Cabinet des Dr. Caligari – R. Wiene, 1920 | con Luca Pedroni e Niton, organizzato da Niton e Cineteatro Santamanzio (Travedona Monate – Va)
Video: aimaproject.com

“Il film narra di Caligari, che giunge in una città immaginaria della Germania del Nord, insieme ad una fiera con giostre e baracconi. Lo spettacolo che egli offre è quello di Cesare il sonnambulo, in grado di predire il futuro. Dall’arrivo del Dr. Caligari in città, si susseguono una serie di omicidi e tutti hanno a che fare con persone che hanno avuto a che fare col dottore.
Così iniziano le indagini su Caligari, tuttavia, se in prima istanza si scopre che a commettere gli omicidi è Cesare su incitazione di Caligari, una volta che Cesare perde la vita in seguito alla fuga dai suoi accusatori (egli, ancora una volta, muore solo e di sfinimento), le investigazioni si spostano sul dottore.
Caligari a sua volta perseguitato fugge e si rifugia in un manicomio assumendo le fattezze del direttore dell’istituto. Solo alla vista di Cesare morto il dottore svela la propria identità impazzendo e finendo in camicia di forza. Così gli investigatori scoprono che lo psichiatra Caligari, nella bramosia di potere sul paziente sonnambulo Cesare, sotto ipnosi aveva incominciato a guidare le sue azioni compiendo su di lui terribili esperimenti.
Come spiega Kracauer: questo racconto aveva “stigmatizzato l’onnipotenza di un’autorità di Stato che si manifesta con la coscrizione generale e le dichiarazioni di guerra. Il governo di guerra tedesco pareva agli autori il prototipo di tale di simile vorace autorità. Il personaggio di Caligari personifica queste tendenze; egli rappresenta l’autorità illimitata che idolatra il potere in quanto tale e, per soddisfare la sua smania di dominio, viola spietatamente ogni diritto e valore umano.”
Cesare è il soldato che come sotto ipnosi, per obbedire agli ordini impartiti dall’alto, esegue e viene addestrato ad uccidere. Cesare è la serie di imputati al processo di Norimberga che si dichiarano innocenti in quanto hanno agito sotto ordini ai quali non potevano ribellarsi.
E ancora egli è Adolf Eichemann che riconosce solo “la responsabilità di avere eseguito ordini come qualunque soldato avrebbe dovuto fare durante una guerra”; Eichemann che nel processo si dice essere stato influenzato da Hitler e viceversa in una visione speculare che è propria del cinema espressionista tedesco, dove il male ha sempre il proprio doppio ovvero qualcuno o qualcosa che svolge le turpe azioni al proprio posto, quasi per devolverne la responsabilità.

 

 

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